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Jack e il nonno Ambrogio
………..stasera sono lontano, non posso tenervi la mano. L’unico modo per starvi vicino è raccontarvi una storia del bosco, di quelle che mi raccontava il Nonno Sanzio. Di solito cominciava così……..
C’era una volta nel grande bosco un bambino magico. Questo bimbo si chiamava Giacomo, ma tutti lo chiamavano Jack. Lui era un tipo silenzioso e allegro, dopo esser rimasti un po’ con lui ci si sentiva meglio. I suoi genitori spesso erano via a lavorare e nella casetta nel bosco rimaneva solo con il suo nonno Ambrogio. Il nonno era orgoglioso di avere un nipote così e capitava che all’osteria i suoi vecchi amici gli chiedevano come stava il piccolo Jack e lui si gonfiava di orgoglio per le avventure che poteva raccontare del suo nipotino. A volte doveva stare attento a non raccontare proprio tutto quello che Jack faceva, perché sennò i suoi amici l’avrebbero preso per pazzo, ma a volte la realtà supera di un bel po’ l’immaginazione. Tanto è vero che Jack e il nonno tennero per sè un segreto così grande che anch’io stentavo credere se non avessi saputo dal mio amico usignolo che si trattava di una storia vera per davvero. Ambrogio stesso mi raccontò che un giorno d’inizio estate, lui e il nipotino andarono a raccogliere funghi per ammazzare il tempo nell’attesa dei genitori e, soprattutto, per fare un buon risotto una volta rincasati. Jack era allegro e saltava di sasso in sasso e di radice in radice. Pareva che avesse un sesto senso anche per i funghi: si chinava, osservava perplesso l’erba intorno, tastava con la mano e …….ecco comparire nascosto dal fogliame, un bel porcino o un piopparello, o un mazzetto di finferli. Ambrogio era sbigottito nel vedere l’abilità del nipote che stava riempiendo il suo cestino a più non posso mentre il suo era quasi vuoto. Fu così che si addentrarono nel fitto del bosco dove anche la pioggia fa fatica a cadere quando scende fitta dal cielo. Lì, al centro del bosco era buio anche in pieno giorno, ma il nonno si accorse, da un buco tra le fronde che era buio anche fuori perché rimase colpito dall’enorme quantità di stelle che si vedevano da quella piccola feritoia in mezzo agli alberi. “Qui ce le suonano a tutti e due se non ci sbrighiamo a tornare a casa, ragazzo mio! “ No, nonno, stiamo ancora un po’ qui a guardare le stelle! “Ehi,dai - fece Ambrogio spazientito ritornando grande tutto in una volta – le hai già viste tutte, è da un’ora che siamo qui a contemplarle! “ Sì ma non so come si chiamano” “Non tutte hanno un nome- svelò il nonno – anzi, vedi quelle più piccole lassù un po’ nascoste dalla luce di quella grande stella ? “ Sì, le vedo sono due “ Ecco, se vuoi, te ne regalo una- gli disse il nonno sapendo che anche se era una bugia, in fondo non era una bugia che avrebbe fatto del male a nessuno – quale vuoi?” A jack non sembrava vero!! Una stella tutta per lui da guardare nelle notti di luna, e le volte in cui si sentiva più solo. Poi tornò in sé : “ Sei sicuro che me la puoi regalare? – chiese con circospezione come se stessero rubando qualcosa. Gli sembrava di trovarsi di colpo in mano il più bel gioco in vetrina al supermercato dei giocattoli, quello che si sa già che non lo si può avere, quello che non si può nemmeno desiderare dal gran che è bello . “ Ma sì certo, quale vuoi? “Io … ehm vorrei che fosse tutta mia quella – e indicò con il piccolo dito verso una direzione del cielo che non poteva avere fraintendimenti: alla fine del suo dito c’era proprio la stella dei suoi sogni. – E tu nonno? Tu ce l’hai la tua stella?” quando vide il nonno alzare le spalle e scuotere la testa cercò di rincuorarlo: “se la desideri, io ti regalo quella- e di nuovo indicò un altro punto preciso del cielo che corrispondeva alla stella subito vicina alla sua “ Grazie – disse Ambrogio – sei proprio un bambino gentile a non pensare solo a te. “ Figurati, così anche le nostre stelle si faranno compagnia come facciamo noi quaggiù. “ eh, sì, ben detto jack, ma ora è proprio venuto il momento di andare. Raccogli il tuo pienissimo cestino e allunga a me il mio vuotissimo cestino. Stentarono un po’ a trovare la strada, ma alla fine riuscirono e …… vuoi la stanchezza, vuoi il buio, Ambrogio mise male un piede e si prese una forte storta, ma per fortuna erano già molto vicini a casa e la mamma gli prestò le prima cure: una bella benda elastica e poi via a letto con il piedone per aria a farlo riposare. “ Buonanotte, Nonno, è stata davvero una fantastica giornata oggi insieme a te!- disse Jack che era andato a salutare il suo nonno prima di addormentarsi “ Senti che profumo di Talco che fai, mi sa che la mamma ti ha buttato nella vasca eh? Sai piccolo, anche per me è stata una stupenda giornata oggi. L’unico dispiacere che ho è che per un po’ non potrò andare a vedere se la stella che mi hai regalato sta bene lassù nel cielo! “Oh, non ti devi preoccupare per questo – gli rispose in piccolo Jack – se non potrai andare tu, di certo verrà lei da te! E da quella notte migliaia di piccole stelline, le lucciole, andarono tutte le notti d’inizio estate a trovare il nonno Ambrogio nella sua casa nel bosco per accertarsi che stesse bene!
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