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Giulio e la Tina
Adesso mettiti qui vicino a me e stringi la mia mano, vediamo un po’ se mi viene in mente che cosa mi raccontava il Nonno Sanzio quando ero piccolino.
Di solito cominciava così….c’era in un bosco lontano un piccolo pipistrello. Viveva con la sua mamma e il suo papà nell’incavo di un vecchio castagno e si divertiva un mondo a guardare le cose a testa in giù. Quando si fermava per riposarsi e si appendeva al ramo che attraversava tutta la sua casetta, dalla cantina alla cucina, tutto si rovesciava e lui si immaginava che tutto il mondo potesse cambiare e diventare bello come lo voleva lui. Si immaginava che gli animali del bosco diventassero più gentili e che cominciassero a trattarlo bene: così lo scoiattolo non lo avrebbe più scacciato ma si sarebbe messo a giocare con lui, così la volpe non avrebbe più fatto finta di non vederlo,ma gli avrebbe chiesto come stava e gli avrebbe offerto un succoso calabrone ripieno di zanzara come merenda da intingere in un succo di fiore di melo. Ma quando riapriva gli occhi, anzi le orecchie (si sa che i pipistrelli non vedono con gli occhi, ma con le orecchie) tutto tornava come prima: tutti gli animali erano sgarbati, pareva che dovessero andare chissà dove. Quando provava un piccolo volo di ricognizione intorno a casa, serviva tutta l’agilità che gli conferiva il suo udito per schivare rondini, civette, usignoli e altri giganteschi esseri volanti che passando gli gridavano “Allora ti decidi a spostarti?” oppure “togliti dalla mia traiettoria, fannullone, vai a lavorare!” e ancora “ Ma sei un pipistrello o un lumacone?” . Pareva che tutti avessero delle cose più importanti da fare e non c’era tempo per godersi l’odore della sera che scende adagio e copre con il suo buio tutte le cose. Nessuno riusciva più a mettersi in ascolto della crescente scia di rumore delle zanzare che col crepuscolo uscivano allo scoperto. Un bel giorno però successe una cosa straordinaria. Mentre Giulio (si chiamava così il nostro pipistrello) era impegnato a schivare gli uccelli che planavano e gli strombazzavano dietro con i loro versi striduli, perse per un attimo l’orientamento e …….. ops si ritrovò impigliato u un groviglio di rovi. “ Ma che strani rovi!” pensò fra sé “sono morbidi e profumati …..” . Infatti non erano per niente rovi, erano i capelli di Clementina una bimba tutta riccia che passeggiava nel bosco. “Ehi! Attento!” gli disse Clementina con grande calma. Giulio fu stupito che la bimba non mostrasse alcun segno di paura verso di lui. Anzi, ci sono ancora bambini che pensano che i pipistrelli portino sfortuna o che facciano del male. “Ciao” le disse Giulio “io sono Giulio, ma la mamma mi chiama Giulietto!” E la bimba “ io mi chiamo Clementina, ma tutti mi chiamano Tina, dove stavi andando così di fretta?” “A dire il vero io non stavo andando di fretta,” replicò il pipistrello “stavo cercando di schivare tutti gli altri uccelli e animali del bosco che vanno sempre ai mille all’ora e così ho perso l’equilibrio e sono finito tra i tuoi capelli. Sai, si sta proprio bene qui in mezzo: c’è un buon profumo e in più sono morbidi come il materasso di piume di anatra che mi ha fatto la mamma l’estate scorsa.” “ beh, se vuoi puoi rimanere un po’ lì sdraiato, ti porterò in giro io: dove andiamo?” “ Sarebbe bello andare insieme alla cascata ad ascoltare il rumore dell’acqua, che ne dici?” propose Giulio “Non lo so, non so dove sia!” gli rispose la piccola Tina Il posto non era tanto lontano e fu una bella passeggiata. Da vedere era davvero una strana coppia: una bambina con una testa piena di ricci da cui faceva capolino il facciotto di un pipistrello, tutti e due intenti a raccontarsi storie un po’ vere e un po’ inventate o sentite dai “grandi”. Fino a chè Tina si fermò e rimase senza parole nel vedere lo spettacolo del fiume che diventa cascata. Vide l’acqua che scorreva sempre più veloce buttarsi a capofitto nel vuoto e laggiù ad aspettarla sassi e schiuma e la luce del sole che si infrangeva e si trasformava in arcobaleno . “Wow” disse la piccola Tina “è proprio uno spettacolo meraviglioso! Io non sapevo nemmeno che ci fosse una cascata così bella vicino alla mia casa! Mi hai fatto proprio un bel regalo Giulio!” Rimasero lì in silenzio a guardare un concerto che non aveva bisogno che di tempo per essere assaporato e, quando cominciò a calare la luce e il sole iniziò a nascondersi dietro gli alberi più alti, Clementina disse: “Adesso devo proprio andare sennò la mamma si arrabbia. Vuoi venire a conoscere la mia casa?” “Certo” disse Giulio “ posso stare vicino a casa tua questa notte, vedrai che sorpresa che troverai domattina!” “Dai, svelami la sorpresa, sono curiosa, non posso dormire se non me la dici!” . Invece la piccola Tina dormì eccome, sembrava un piccolo orso che russava nella sua cameretta. Dormì molto profondamente perché Giulio tenne lontane tutte le zanzare che cercavano di pizzicarla e lei, da quella notte, costruì per lui una piccola tana con una scatola da scarpe e un bastoncino di legno per appoggiarsi a testa in giù.
.. e adesso anche voi potete dormire come piccoli orsi…….buonanotte
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